La salvezza del Crotone è stata una sorpresa pazzesca per la maggior parte degli addetti ai lavori. Cosa c’è dietro un risultato tanto sorprendente lo racconta il mister, Davide Nicola, che spiega i suoi princìpi di gioco, la sua filosofia e il suo modo di essere allenatore.

È stata un’impresa! Sportiva, sia chiaro! Questa probabilmente è la parola giusta per descrivere quanto ha fatto il Crotone in questa stagione. Un’escalation di risultati e di un calcio che ha fatto ricredere tutti coloro che lo davano già in Serie B prima dell’inizio stagione. Certo, a metà campionato i punti ottenuti dalla squadra calabrese, erano solo 9. Alzi la mano, quindi, chi credeva ancora nella salvezza! Loro però ci credevano: loro, gli “uomini” di Davide Nicola! Sì, uomini… perché per rimanere in fondo alla classifica, distanti dalla salvezza, in pratica retrocessi fino all’ultima gara, bisogna avere dei valori importanti. Bisogna essere convinti di farcela. Servono motivazioni forti. Serve un allenatore che sia una guida e non si faccia abbattere dalle difficoltà. E una società non “ballerina”, ma ferma nelle sue convinzioni. E l’impresa si può realizzare. Mister Nicola ci racconta, a meno di un mese dalla fantastica salvezza, il suo punto di vista su quanto realizzato.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di luglio in edicola o in abbonamento

Il presidente federale risponde a una serie di domande sui nuovi progetti della FIGC e fa il punto della situazione sull’interno movimento calcistico italiano.

Il neo-eletto presidente federale, Carlo Tavecchio illustra le iniziative intraprese dal suo arrivo in FIGC a questa parte e di quelle ai nastri di partenza. Parla della Nazionale maggiore e dell’importante vetrina che ci offriranno gli Europei Under 21. Calcio femminile, giovanile coi Centri Federali Territoriali, Var e dilettanti gli altri argomenti toccati dal numero uno della FIGC.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di giugno in edicola o in abbonamento

 

L’allenatore della Juventus si racconta, spiega l’importanza di migliorare – anche ad altissimo livello – tecnica e tattica individuale e propone una serie di esercitazioni per questo obiettivo. Parla di giovani, di princìpi, di sistemi di gioco, di gestione del possesso e di qualità nell’uno contro uno.

Dettagli, precisione, miglioramento. Sono parole che ricorrono spesso nei discorsi di Massimiliano Allegri, l’allenatore della Juventus, che abbiamo intervistato a Vinovo, al centro tecnico bianconero. E sono termini importanti che si percepiscono già mettendo piede a casa Juve, dove nulla è lasciato al caso, ogni particolare organizzativo, e non solo, è curato attentamente. Perché le vittorie si costruiscono dalla base, dalla società e dalle scelte degli uomini che devono dare il meglio di loro stessi. A qualsiasi livello. Come ci dice Allegri proprio al termine della lunga “chiacchierata”: «Il bravo allenatore come il bravo manager d’azienda o di società sportiva deve trovare dei collaboratori ancora più bravi di lui. Deve lasciarli esprimere, non avere mai paura del confronto e poi prendere le decisioni. Perché queste spettano a lui.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di febbraio in edicola o in abbonamento

L’allenatore e il suo staff
L’avventura di Simone Inzaghi ai biancazzurri, l’organizzazione dello staff di lavoro, alcune proposte pratiche e una serie di consigli per i giovani. La settimana tipo e gli aspetti fisici.

Due mesi fa siamo stati ospiti del Venezia di Filippo Inzaghi, ora tocca al fratello Simone, mister della Lazio. Un inizio stagione coi fiocchi quello della società di Lotito con Simone Inzaghi preso, un po’ a sorpresa, dopo il caso Bielsa. L’ambiente era teso, i malumori all’ordine del giorno, ma Simone – con tanta pazienza, lavoro e parecchio carisma – è riuscito a riportare l’entusiasmo nella capitale, sponda biancoazzurra. Conosce ogni angolo di Formello, tanto da dire durante l’intervista… «Questa è casa mia, è da 17 anni che sono alla Lazio» e ciò è stato un indubbio vantaggio. Con qualcuno dei suoi ragazzi ci ha giocato, con molti altri era a stretto contatto quando allenava la Primavera. Dietro i risultati positivi c’è passione, determinazione e uno staff molto unito, formato da persone con provenienze ed esperienze differenti, che portano un’importante ricchezza di idee. E poi, lo si percepisce, stanno bene insieme, come ci hanno confermato in sedi diverse tutti i collaboratori di Simone.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di gennaio in edicola o in abbonamento

L’allenatore e il suo staff
Una società ambiziosa, con un potenziale unico, che mira, senza nascondersi, a salire di categorie. Un allenatore giovane, dalle idee chiare e dal grande entusiasmo. Un mix che vuole dimostrarsi vincente nella lunga stagione del girone B della LegaPro.

“La volontà va oltre il talento”: c’è scritto questo in un “cartello” attaccato alla porta dello spogliatoio del Venezia. La frase è di Muhammad Ali. E da qui iniziamo a raccontarvi l’avventura di Filippo Inzaghi nella società lagunare. Il mister ci spiega subito che… non è l’unico foglio appiccicato ai muri, che – per lui e il direttore Giorgio Perinetti – sono uno stimolo utile ai giocatori. Insiste poi dicendo che per raggiungere i traguardi più importanti, un calciatore deve essere un professionista esemplare, deve curare il proprio corpo, dare il massimo in allenamento, dimostrare dedizione, determinazione, impegno nella prevenzione… questa è l’unica strada. È un’entusiasta “Pippo” Inzaghi, lo si percepisce da come parla. Ce l’hanno detto tutte le persone che abbiamo incontrato al centro sportivo Taliercio di Venezia. Un fiume in piena che ha sposato il progetto del presidente Joe Tacopina e si sta dimostrando un valore aggiunto.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di novembre in edicola o in abbonamento

Claudio Filippi, allenatore dei portieri della Juventus fa il punto della situazione sull’allenamento specifico del ruolo e offre importanti indicazioni a chi opera nei dilettanti e lavora coi giovani.

Sette anni di Juventus, arrivato con Gigi Delneri, rimasto nell’era Conte e ora con Massimiliano Allegri: parliamo di Claudio Filippi, responsabile dell’area portieri della società bianconera e allenatore dei numeri uno della prima squadra, Gianluigi Buffon, Neto e Emil Audero. Storico collaboratore de Il Nuovo Calcio, l’abbiamo ascoltato per fare un po’ il punto della situazione sull’universo portieri, sugli aspetti metodologici, sull’evoluzione del ruolo e per avere qualche anticipazione sul suo ultimo lavoro editoriale, curato insieme a Daniele Borri, in uscita proprio a ottobre, intitolato “La tecnica del portiere”.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di ottobre in edicola o in abbonamento

La situazione del mondo dei dilettanti illustrata dal suo presidente.

Una vita per lo sport, non solo per il calcio. Antonio Cosentino, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, calabrese di Catanzaro, ha compiuto 77 anni a fine giugno e ricorda con piacere quando da ragazzo faceva atletica ed è stato campione regionale dei 100 e 200 metri. Ma non solo: Cosentino è stato arbitro di pallacanestro fino al 1972, quindi ha insegnato all’Isef di Bologna e Catanzaro per 23 anni. A livello dirigenziale, invece, è stato presidente provinciale e regionale della Lega Nazionale Dilettanti, poi il balzo ai vertici di un movimento sterminato, che va dalla Serie D alla Terza Categoria, ai campionati giovanili, senza dimenticare il femminile e il Calcio a 5 che, essendo una divisione, ha un proprio numero uno.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di ottobre in edicola o in abbonamento

L’intervista
L’allenatore della squadra scaligera e il suo preparatore ci spiegano la filosofia e le modalità operative durante la settimana. Le esperienze europee del mister e il suo credo.

L’obiettivo per questa stagione del Verona è fin troppo chiaro. È sulla bocca di tutti. Lo sanno anche i protagonisti. Ma il campionato di B non è mai facile, è una lunghissima gara a tappe, 42! Nella quale… «Bisogna pensare solo alla partita che si deve giocare e a fare tre punti – ci dice Fabio Pecchia»… perché alla fine «Si sommano – aggiunge il direttore sportivo, Filippo Fusco, presente durante l’allenamento e l’intervista.» Le idee sono chiare al pari dei principi di gioco e della metodologia che il tecnico vuole portare avanti. Ce li ha illustrati insieme al preparatore atletico, Marco Ferrone.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di ottobre in edicola o inabbonamento

L’intervista

Abbiamo ascoltato Federico Ferri, vicedirettore di SkySport, che ci racconta della nuova stagione. 2.300 partite, 4.000 ore di calcio e… il “Super HD”.

Prima inviato, poi caporedattore, ora vicedirettore; Federico Ferri presenta la nuova stagione di SkySport. Abbiamo già visto i primi gol di Serie A e B, della Premier e pure quelli di Liga, Bundesliga e Eredivisie (su Fox), ma l’abbonato è ancora curioso, vuole sapere come sarà l’anno che verrà.

Ancora una volta l’offerta di SkySport è fantastica…
«Vorrei partire dai numeri: trasmetteremo 2.300 partite, che in tutto fanno 4.000 ore di calcio in diretta. Abbiamo tutti i 380 match della Serie A, di cui 132 in esclusiva, tutta la Serie B con 472 partite, compresi play-off e play-out… Di A e B, quando ci sono più partite in contemporanea, proponiamo anche “Diretta Gol”.»

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di settembre in edicola o in abbonamento

Il presidente della LegaPro spiega i piani per il futuro, le iniziative intraprese e la situazione del terzo campionato professionistico italiano.

Imprenditore con la passione per lo sport, il calcio in particolare. Gabriele Gravina, 63 anni, a cavallo tra gli Anni Ottanta e Novanta, è stato presidente del Castel Di Sangro, club di un centro di 5.000 abitanti, che ha disputato due campionati di B (all’esordio vinse 2-1 contro il Padova che in porta aveva Walter Zenga e in Coppa Italia pareggiò in casa 1-1) e oggi è presidente della LegaPro. L’assemblea delle società lo ha eletto il 22 dicembre dell’anno scorso e pochi mesi sono bastati per dare la propria impronta.

«Le società sono sovrane e le decisioni vanno prese in assemblea, non può fare tutto il presidente senza aver relazionato i club. Ovviamente, si avanzano delle proposte e, come vuole la democrazia, si vota e chi ha la maggioranza vince.»

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di settembre in edicola o in abbonamento

L’intervista
L’allenatore della Roma ci spiega il suo modo di intendere il calcio, le evoluzioni che vi sono state durante i suoi più di vent’anni di carriera e ci offre alcuni interessanti spunti tattici.

Il primo incontro con Luciano Spalletti è avvenuto ormai più di 15 anni fa. Erano i tempi di Udine, di Pizzarro, Di Natale, Iaquinta, di una qualificazione alla Champions, dopo l’esperienza nell’allora Coppa Uefa. Seguono per il mister di Certaldo le avventure alla Roma, allo Zenit e il ritorno, a stagione in corso, nella capitale. Con la conquista del pass per il preliminare di Champions. Lo ritroviamo al ristorante di cui è co-proprietario, tra l’altro, insieme a Gilardino e Dainelli, in centro a Firenze, un locale a esclusivo tema calcistico, il Fashion FoodBaller. Cammini sull’erba sintetica, in mezzo a coppe, magliette e cimeli con questo mondo. Quale posto migliore per chiacchierare di calcio, gustare i tipici piatti fiorentini accompagnati da un buon vino toscano, in compagnia del tecnico della Roma. Si parte quindi dal “passato” per arrivare ai giorni nostri per comprendere le varie evoluzioni che sono avvenute.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di settembre in edicola o in abbonamento

L’intervista

Roberto Nusca ci illustra le più recenti tecnologie legate ai campi in erba artificiale e naturale rinforzata.

Se il manto erboso dello stadio “Luigi Ferraris” è diventato il vanto di Genoa e Sampdoria, il merito è di Sofisport, azienda fondata nel 2004, della quale Roberto Nusca è presidente del consiglio di amministrazione. La società che ha all’attivo anni di sperimentazione e ricerca, di progettazione e di programmazione, da qualche tempo ha deciso di ampliare il proprio campo d’azione estendendolo alla realizzazione, installazione e manutenzione di campi in erba artificiale ed erba naturale rinforzata.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di agosto in edicola o in abbonamento

L’amministratore delegato e direttore generale del Sassuolo ha illustrato il suo ruolo in seno al club di Giorgio Squinzi, l’importanza di gestire una società sportiva come un’azienda e l’efficacia di puntare su giovani italiani o cresciuti in Italia.

Quale deve essere il modello di una società di calcio? «Quello di una normale azienda», la risposta è di Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale del Sassuolo, oltre che amministratore unico di Master Group Sport, società fondata vent’anni fa. Carnevali è chiarissimo, benché vi siano proprietà in grado di ripianare squilibri finanziari, una società sportiva deve camminare con le proprie gambe e non può solo produrre debiti. La chiacchierata è partita proprio da qui (non dal sesto posto del campionato scorso…), perché il calcio italiano, a parte rarissimi casi, è un’idrovora di soldi a tutti i livelli e l’assunto di Carnevali non fa una piega: «Non è possibile che siano in rosso i top club, quelli di medio livello e pure chi lotta per evitare la retrocessione. È evidente che ci sia qualcosa che non va…»

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di agosto in edicola o in abbonamento

Road to France 2016
L’intervista al telecronista dell’Italia per SkySport ai prossimi Europei di Francia. Il pensiero e le esperienze di chi ha seguito gli Azzurri nelle manifestazioni internazionali.

Fabio Caressa, telecronista e conduttore di SkySport, voce dell’Italia ai prossimi Europei. E con lui che giochiamo l’Europeo con un po’ anticipo, senza dimenticare che per gli abbonati della pay tv di Rupert Murdoch, questa sarà un’estate indimenticabile, condita pure dalla Copa America del Centenario, come tradizione dal torneo di Wimbledon, in attesa di sorprese che sono sempre dietro l’angolo.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di giugno in edicola o in abbonamento

Il DG della Lega di Serie A, Marco Brunelli, spiega le iniziative intraprese rivolte ai più giovani e tocca argomenti d’attualità come i diritti televisivi e l’organizzazione di anticipi/posticipi.

Marco Brunelli, nato a Milano, Direttore Generale della Lega Serie A, dopo la laurea all’Università di Bologna, ha lavorato come economista per Nomisma (Istituto di ricerca fondato dalla Banca Nazionale del Lavoro). A metà anni novanta, la passione per lo sport lo ha spinto ad accettare la proposta dell’ex Presidente di Lega Franco Carraro, che gli chiese di fondare il Centro Studi.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di aprile in edicola o in abbonamento

 

Le scelte tattiche della squadra di Mancini passano dalla consapevolezza della fisicità del proprio undici e dalla qualità degli avanti. Per questo spesso si “adatta” agli avversari certa di prevalere nei duelli individuali.

Solidità, compattezza e forza fisica. In attesa di trovare, partita dopo partita, una propria identità e filosofia di gioco. Questi potrebbero essere i termini ideali per descrivere l’Inter di questa prima metà di stagione, portata da Mancini dove voleva la dirigenza: ai piani altissimi della classifica. Perché la campagna acquisti è stata importante (anche se gli arrivi in zona “Cesarini” hanno obbligato l’allenatore a ridisegnare la squadra) e l’obiettivo zona Champions è il minimo. Quindi, avendo cambiato quasi completamente uomini rispetto alla stagione scorsa, passatemi il termine, non si poteva andare troppo per il “sottile”. Servivano punti subito per tenere alto il morale della piazza e della squadra. Punti conquistati anche con 5 vittorie di misura nelle prime 5 partite. Spettacolo poco, ma determinazione, aggressività e personalità nei suoi giocatori principali a iosa. In attesa del bel gioco!

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di gennaio in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

La tattica
Il gioco del Napoli di Sarri passa per le qualità offensive di Higuain che sa combinare giocate e movimenti coi due partner offensivi. Una difesa ricostruita e un centrocampo fresco e interessante.

L’incipit di questa analisi sul Napoli non può che essere dedicato all’artefice di questo splendido inizio di stagione: Maurizio Sarri. L’ex allenatore dell’Empoli, arrivato quest’estate, è entrato in punta di piedi, ha analizzato con intelligenza la situazione e ha rimescolato le carte rispetto all’anno scorso. E probabilmente anche le sue idee estive. Se guardiamo, infatti, attentamente l’undici “titolare” dei partenopei ci accorgiamo che le novità in termini di uomini non sono poi molte rispetto allo schieramento di Benitez. Certo, il ritorno di Reina tra i pali e il dinamismo di Allan sono importanti, ma il maquillage del mister ancor di più.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di dicembre in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Due promozioni consecutive, dalla LegaPro alla Serie A: un allenatore di “carattere”, preparato, che mette al primo posto gestione dei giocatori e principi tattici. Ecco chi è mister Stellone. Il lavoro e i compiti dello staff.

Attaccante da più di ottanta gol tra A e B, specialista in promozioni sul campo e… specialista in promozioni in panchina. Parliamo di Roberto Stellone, il tecnico che ha guidato, la passata stagione, il Frosinone in Serie A. Contro tutti i pronostici. E che dodici mesi prima aveva conquistato la serie cadetta dopo la vittoria ai play-off di LegaPro sul Lecce. Senza dimenticare il titolo italiano ottenuto nel 2011-2012 con la Berretti sempre della società laziale. Non male come inizio carriera da allenatore. «Guarda, quando giocavo mi dicevo sempre… “Roberto, appena smetti, non rimarrai nel mondo del calcio, farai altro.» Però… «A 28, 29 anni ho iniziato a cambiare idea: quando gli allenatori mi parlavano di tattica cercavo di cogliere tutte le sfumature, tutti gli accorgimenti, mentre prima pensavo più ai movimenti da fare, a segnare e stop. Quindi, avevo maturato una consapevolezza diversa. Che mi è tornata utile nel momento in cui, a causa di vari problemi fisici, stavo pensando di fermarmi. Ero a Frosinone e mi è stata data la possibilità di seguire la Berretti.» E da qui inizia una nuova storia, una nuova avventura, quella di Roberto Stellone allenatore. Specialista in promozioni!

L’intervista a Christian Vieri
La storia di un grandissimo “centravanti”, che racconta le sue esperienze, parla del futuro e di come gli piacerebbe allenare. Ma prima di farlo, Christian Vieri, vuole studiare e documentarsi.
«Durante la mia carriera, tutti i giorni ho fatto 400 addominali e 200 “dorsali”. Sono “grosso”, ho un fisico pesante, per essere sempre al massimo ho sempre dovuto lavorare più di altri miei compagni. In tutte le squadre ho seguito il programma atletico proposto dal preparatore e poi ho integrato con addominali e dorsali». Christian Vieri si racconta e sorride. Parliamo di calcio, quello giocato, fatto di dribbling, cross e gol. Tanti gol. Perché Vieri, per un certo periodo, è stato il centravanti più forte di tutti.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di agosto in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Allenatore e staff
Personalità, competenza e idee innovative: ecco chi è Walter Zenga. Una lunga intervista con lui e il suo staff nel ritiro estivo della Sampdoria.
Come sempre Walter Zenga è un concentrato di idee e di carisma. L’intervista all’allenatore della Sampdoria la facciamo in hotel, durante il ritiro di Ponte di Legno, accanto al tavolo arrivano una quindicina di persone, di villeggianti, ospiti dell’albergo, non necessariamente tifosi della Samp (o dell’Inter) che lo ascoltano rapiti. Alla fine, dopo più di un’ora, uno di questi si avvicina e dice: “Non solo mi avrebbe convinto a fare quanto dice in campo, ma se mi avesse detto di comprare un’auto avrei fatto anche quello”.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di agosto in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

L’intervista a Giuseppe Marotta
Il direttore generale e amministratore delegato della Juventus spiega l’evoluzione del ruolo nel calcio moderno. Cosa è cambiato dai suoi inizi e i consigli per lavorare al meglio con allenatori, giocatori e staff.
Primo giugno 2010: Giuseppe Marotta, ufficialmente, assume il ruolo di direttore generale della Juventus, dopo le splendide stagioni all’Atalanta e alla Sampdoria e una lunga gavetta iniziata più di 30 anni prima a Varese. A ottobre dello stesso anno entra nel consiglio di amministrazione e diventa anche amministratore delegato delle società bianconera. Cinque anni dopo… i risultati parlano da soli. I successi della Juve sono sotto gli occhi di tutti. E quest’anno il “colpo grosso” è sfuggito per davvero un soffio.
L’abbiamo intervistato poco prima dell’inizio del ritiro di Vinovo e ci ha illustrato l’evoluzione del ruolo e i comportamenti consigliati con allenatore e calciatori.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di agosto in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Intervista a Fabrizio Castori
Dopo la vittoria del campionato di serie B, il prossimo obiettivo per Fabrizio Castori e il Carpi è la permanenza in A. “Non vogliamo essere di passaggio”, dice durante l’intervista il mister, che racconta come i biancorossi hanno conquistato la massima categoria. Lavoro sul campo, aggressione agli spazi e gioco in verticale.

Un successo che davvero nessuno poteva immaginare. Una sorta di “miracolo” sportivo. Ecco cosa è accaduto in una cittadina con poco più di 70.000 abitanti, Carpi, provincia di Modena. L’undici biancorosso conquista inaspettatamente la serie A, con un campionato di vertice. Un campionato splendido con la promozione ottenuta meritatamente a quattro giornate dalla fine. Alla guida dell’undici dello stadio “Sandro Cabassi” c’è un timoniere d’esperienza, che ha incominciato sui campi polverosi della terza categoria, vincendo un campionato dietro l’altro. Vincendone nove per la precisione: Fabrizio Castori. Un uomo schietto e diretto, convinto e convincente, che ci ha raccontato la sua “versione” di questa stagione incredibile. «Non mi piace fare il professore – esordisce il mister – penso che nel calcio si possa vincere in mille modi diversi. Ti racconterò il mio!»

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di luglio in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

La rivoluzione spagnola: a distanza di un decennio due squadre che hanno cambiato il modo di intendere e praticare il calcio, Real e Barcellona.

E così, passo dopo passo, rivoluzione dopo rivoluzione, siamo giunti all’era contemporanea, dove è sempre più azzardato parlare di novità, di evoluzioni, visto che in quasi 150 anni di storia, se teniamo conto dei pionieri inglesi, il calcio ne ha viste davvero di tutti i tipi. Eppure a volte ci troviamo di fronte a trovate geniali, ad allenatori in grado di osare, di alzare l’asticella, di intuire qualcosa per far rendere al meglio le proprie squadre. Oppure si prova a prevaricare il concetto di “ruolo” stesso, coi giocatori in campo più liberi e meno legati a schemi fissi. Ad esempio nel 4-2-3-1 introdotto dal tecnico Victor Fernandez, allenatore del Celta Vigo a metà anni ‘90 e portato ai massimi risultati dalla Francia di Aimè Jacquet, che con questo sistema di gioco vinse i Mondiali di casa nel 1998. Dalla mediana in su, i giocatori spesso e volentieri si scambiavano le posizioni, in un turbinio di azioni offensive senza sosta, soprattutto senza dare troppi riferimenti.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di giugno in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

La stagione della Juventus, con la finale di Champions di Berlino tra pochi giorni contro il Barcellona, può diventare straordinaria. Le soluzioni tattiche applicate dall’undici di Allegri, la solidità della società e il carattere dei giocatori.

Juve, nessuna rivoluzione. Questo era il titolo del primo articolo che avevo scritto sulla squadra di Allegri a inizio stagione. Infatti, l’allenatore livornese era entrato in punta di piedi negli oliati meccanismi della società bianconera, con intelligenza aveva proseguito sulla strada segnata dal suo predecessore. L’accoglienza non era stata delle migliori, i primi esperimenti sulla difesa a quattro non davano garanzie, quindi… meglio non stravolgere nulla. E “poi” si vedrà. Quel “poi”, ora, è diventato “adesso” e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non c’è neanche bisogno di ribadirli. La Juve di “Max” è andata oltre le aspettative, quelle più rosee, perché una finale di Champions non è da tutti.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di giugno in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Il calcio italiano moderno nelle sue migliori espressioni: la Juve con il tridente tutto corsa e qualità Ravanelli-Vialli-Del Piero, e il Milan di Ancelotti, schierato a rombo o con l’albero di Natale.

Una delle chiavi di gioco del calcio moderno è stata senz’altro quella di variare, con soluzioni tattiche spesso minimali, la disposizione nella zona nevralgica del terreno di gioco, il centrocampo. Partendo da una solida difesa, imperniata su quattro difensori schierati in linea, allenatori poi giunta a fama mondiale nel corso degli ultimi due decenni (gente come Mourinho, Mancini, Capello, prima ancora Lippi) hanno magistralmente costruito i loro successi puntando sul dinamismo, sul pressing (e in questo tutti sono debitori di Arrigo Sacchi), non disdegnando però mai la forza dettata dalla qualità pura dei singoli, spesso dei centrocampisti. Di volta in volta abbiamo assistito a compagini schierate con il cosiddetto centrocampo “a rombo” – detta in numeri una sorta di 4-3-1-2 o con un 4-3-3 anomalo, senza le ali larghe alla Zeman per intenderci, oppure ancora con il sistema passato alla storia con il nome di albero di Natale.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di maggio in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

L’Empoli di Maurizio Sarri, una delle più piacevoli sorprese di questa stagione, gioca un calcio “verticale”, aggressivo e dove ogni elemento conosce perfettamente quanto fare sul campo. La forza della linea difensiva e l’attacco degli spazi.

Un’organizzazione collettiva che eleva al massimo le potenzialità di ogni singolo elemento. Che non inibisce certo le qualità individuali e l’estro dei calciatori, anzi le porta all’ennesima potenza. Perché i giocatori non si sentono “imprigionati” dagli schemi, anzi sono “liberati” dai dubbi. Perché questo è l’Empoli di Maurizio Sarri. Una squadra dove ogni elemento sa sempre cosa fare. Dove ogni attore è protagonista, conosce la sua parte e la combina sapientemente con quella dei compagni. Leggendo il gioco nello stesso tempo e soprattutto nello stesso modo. Un meccanismo che in tre anni si è avvicinato in più momenti alla perfezione. Perché tanto è servito al mister per curare nei particolari il movimento dei suoi ingranaggi. E alzi la mano chi, a inizio stagione, non dava la retrocessione dell’Empoli per quasi certa. Ora, prendendo come riferimento la 30esima giornata, i punti di distacco dalla terzultima sono ben 11. Con la salvezza a portata di mano. Vediamo come è stato possibile.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di maggio in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Il Foggia di Zeman e l’Udinese di Zaccheroni: due piacevoli rivelazioni degli anni novanta. Il trio Rambaudi, Baiano e Signori e i gol di Bierhoff.

Zdenek Zeman, boemo di nascita, è ormai a tutti gli effetti un italiano d’adozione, da quando, giovanissimo, venne a Palermo alla corte dell’illustre zio, Cestmir Vycpalek, in passato allenatore della Juventus, e poi guida tecnica dei rosanero. Schivo, di poche parole, ma pienamente consapevole di cosa avrebbe voluto comunicare attraverso le sue squadre, ben presto Zeman si mise all’opera, cominciando ad allenare in Sicilia, dapprima in categorie inferiori, fino ad approdare alle giovanili del Palermo, con cui comincerà a farsi notare fra gli addetti ai lavori per il suo gioco alquanto spregiudicato. Votato da subito all’attacco, con un credo tattico ben preciso che nel corso degli anni sarebbe diventato un dogma: il 4-3-3, proposto sin dai tempi della sua prima esperienza tra i professionisti a Licata, che lui ricorda ancora come la più soddisfacente delle sue stagioni. Ai giocatori è richiesto sì tanto sacrificio, con le immagini immortalate dei gradoni impresse nella memoria di molti, ma a conti fatti, i risultati sono stati spesso e volentieri sopra le attese di compagini altrimenti votate alla sopravvivenza calcistica.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di aprile in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Le “mille facce” dell’undici di Vincenzo Montella: una squadra di stampo europeo, con numerosi giocatori di qualità e un gioco “palleggiato”, ma aggressivo.

Non è più una sorpresa, ormai è una certezza. Anzi, sicuramente è la squadra italiana che più di tutte gioca un calcio di stampo europeo. Un calcio moderno, palleggiato, offensivo, fatto di gestione della palla, di fitte trame di gioco sempre molto veloci. Che mettono in difficoltà parecchi avversari. Una squadra per certi versi “spagnoleggiante”, quella “ricostruita” ancora una volta da Vincenzo Montella che non si adatta all’avversario di turno, ma con quel pizzico di incoscienza che facilmente si trasforma in virtù, è spesso sfrontata e sicuramente “aggressiva”. Insomma, un undici “moderno”. Nessuno schema di gioco prestabilito perché, secondo le necessità – necessità spesso dettate dagli infortuni – lo schieramento può passare da un 3-5-2 a un 4-3-1-2 o 4-3-2-1… tanto per fare dei numeri. Numeri che non racchiuderanno mai lo spirito e il gioco voluto dal suo allenatore. Con un’unica sicurezza (variata solo in un paio di casi), il centrocampo: a tre elementi.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di aprile in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Nuovi arrivi e “vecchie” certezze, un attacco di altissima qualità e i meccanismi di centrocampo e difesa che a inizio stagione hanno scricchiolato. Ma ora il Napoli punta diritto al secondo posto grazie ai suoi campioni in avanti.

Un attacco che pochi possono vantare. Anzi, sicuramente in Italia nessuna squadra ha una tale “potenza di fuoco” come quella dell’undici di Benitez e probabilmente neanche in Europa. Perché lì davanti ci sono otto elementi di indubbio valore, talenti per lo più di giovane età con caratteristiche differenti che possono rendere imprevedibile la manovra del Napoli. Una sorta di gioco delle coppie per ogni posizione del “3-1” d’attacco. Parliamo di Callejon e Gabbiadini, di Hamsik e De Guzman (che è stato utilizzato anche lateralmente), di Martens e Insigne, di Higuain e Zapata. Qualità. Forza. Imprevedibilità. Conclusioni dalla distanza. C’è tutto. Pure i cambi di posizione continui. Sarà solo determinante che Benitez trovi l’alchimia giusta di partita in partita per scardinare qualsiasi tipo di difesa.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di marzo in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html

Antonio Conte, allenatore della Nazionale italiana, illustra alcuni concetti fondamentali per la formazione del calciatore. L’importanza dell’allenamento ad alta intensità e del lavoro a “secco”.
Testa, cuore e gambe. Antonio Conte, allenatore della Nazionale italiana ha scelto questi termini per il titolo del suo libro. Tre parole, una dietro l’altra, che rappresentano il pensiero calcistico (e non solo) del tecnico. La testa viene al primo posto – ci dirà nel corso dell’intervista – perché l’interpretazione di quanto accade in campo per un calciatore, al di là della sua “irrazionalità” o fantasia, è fondamentale. Come il cuore, ovvero lo spirito di sacrificio, il piacere di giocare, la passione per lo sport che si ama. E le gambe, perché… l’alta intensità è determinante. Sempre. In partita e soprattutto in allenamento. «Non puoi pensare di correre un Gran Premio a 300 all’ora la domenica se in settimana vai solamente a 120…» chiosa il mister degli azzurri. Come dargli torto. Bisogna invertire una tendenza che, purtroppo, ci sta portando sempre più in basso. Un calcio, quello italiano, che probabilmente sta vivendo uno dei suoi momenti più bui. Un calcio in cui spesso ci si sente “arrivati” ancora prima di scorgere il traguardo. Dove la cultura del lavoro e il piacere di far fatica non esistono più. Questi pensieri sono solo l’inizio di una lunga “chiacchierata” con il mister di Lecce, che dopo i successi con la Juventus, prima da giocatore e poi da allenatore, ma anche le promozioni conquistate a Bari e Siena, sta provando a invertire la rotta della Nazionale.

L'articolo completo su IL NUOVO CALCIO di marzo in edicola o in abbonamento http://www.storesportivi.it/articoli/37/il_nuovo_calcio.html