Interviste
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Il vice-presidente AIAC, componente preparatori atletici, racconta quanto fatto nel biennio 2018-20 dopo la nascita di quella che possiamo chiamare la Casa dei Tecnici.

Preparatore atletico professionista dal 1986. Docente al Settore Tecnico di Coverciano. Preparatore della Nazionale italiana femminile. Francesco Perondi non ha certo bisogno di presentazioni. Nel mondo del calcio, e dell’allenamento fisico in particolare, è conosciuto da tutti.

E ha un curriculum nella massima serie da far invidia a molti: Bologna, Fiorentina, Lazio e Inter sono solo alcuni dei club in cui ha lavorato. Oltre a questo, si è sempre impegnato in diversi aspetti della “politica calcistica”, facendo parte fin da subito della associazione della categoria, l’AIPAC (vice-presidente nel 2011). Quando nel 2018 il presidente Stefano Fiorini è stato costretto dalla giustizia sportiva a lasciare la carica, ne è divenuto prima “reggente”, poi è stato eletto dall’assemblea il 25 febbraio 2019 vice-presidente, facilitando, anzi diciamo pure accelerando, l’entrata in un’associazione più ampia come quella degli allenatori di calcio. Facciamo quindi il punto con lui sulle conquiste di questo periodo e sulle prospettive per il futuro.


Prof, possiamo fare un bilancio di quanto fatto in questi due anni?
«Devo per forza di cose partire dal nostro ingresso nell’AIAC. Come ben sai, da fine 2018 l’associazione dei preparatori si è fusa in AIAC, formando – anche sotto il nostro impulso – la Casa dei Tecnici. I primi mesi sono stati molto impegnativi perché abbiamo dovuto imparare a lavorare in una struttura organizzativa nuova, collaborare e ricollocarci, mantenendo comunque la nostra identità di categoria. E il bilancio è stato positivo.»

Quali sono i risultati più importanti?
«Sono di due tipi. Uno in termini di politica sindacale, l’altro per quanto riguarda l’aggiornamento continuo, un tema che connota noi preparatori e che ci appassiona. Per tutto ciò un ringraziamento va al nostro presidente Renzo Ulivieri e a Luca Perdomi, oltre che ai miei colleghi e amici Elena Castellini e Andrea Cattozzo; è stato un grande lavoro di squadra. Devo poi ringraziare tutti coloro che fanno parte della grande famiglia dei preparatori e hanno voluto dare il loro contributo. Questo modo di agire mi rappresenta, l’obiettivo è e sarà sempre quello di coinvolgere più persone.»

Dal punto di vista sindacale cosa avete conquistato?
«Principalmente due risultati, uno riguardo al mondo professionistico, l’altro quello dei dilettanti: il primo è l’accordo con la Lega Pro e la Serie B per l’inserimento dei preparatori atletici nel Fondo di Accantonamento di Fine Carriera, con superamento del TFR, in vigore oggi e che ha creato diversi problemi a tanti colleghi al momento di richiederlo alla scadenza del contratto. Credimi, questa è una società. Ora l’accesso al fondo di fine garanzia importante per chi opera nei prof. Per chi invece lavora nei dilettanti abbiamo definito un accordo con la LND, che permette una completa tutela del preparatore in queste categorie. Si sancisce la possibilità anche per i pre- paratori di risolvere le proprie controversie al Collegio Arbitrale della LND con notevolissimi risparmi di tempi e costi rispetto la procedura davanti alla giustizia ordinaria come avvenuto fino ad oggi.»

Passiamo all’aggiornamento...
«Aspetta, in realtà abbiamo ottenuto altri obiettivi da non dimenticare: primo, l’obbligatorietà per i club di Serie A femminile di avere in organico un preparatore atletico professionista. Secondo, il minimo economico per tutti i preparatori che lavorano nelle squadre Primavera di Serie B. Terzo, l’accesso del preparatore atletico nei rispettivi Fondo di Solidarietà e garanzia per professionisti e dilettanti; sono state incrementate di molto le somme messe a disposizione. Questi strumenti si sono dimostrati indispensabili sostegni economici in momenti difficili come quelli appena vissuti a causa del Covid. Venendo all’aggiornamento...»

Continua pure...
«Ti parlo del progetto All Around Soccer, una grande iniziativa AIAC rivolta alle Università; abbiamo stipulato accordi con più di 20 atenei su tutto il territorio nazionale per realizzare una rete di incontri sul calcio con gli studenti di Scienze Motorie; prima del lockdown ne sono stati fatti 4 a Genova, Parma, Foggia e Urbino con notevole successo per qualità e partecipazione.»

Ma non è finita vero?
«No, le relazioni e le presentazioni sono state messe a disposizione nella piattaforma MyAiac a tutti gli studenti che si sono iscritti ad AIAC a un prezzo simbolico. Sempre durante il lockdown, grazie a questo strumento abbiamo portato avanti un aggiornamento fattivo, una ventina di webinar sui principali temi legati alla preparazione fisica calcistica, in cui sono intervenuti oltre 70 tra preparatori, medici, fisioterapisti, allenatori, ricercatori. Inoltre, in MyAiac, si possono trovare, grazie a Carlo Castagna, gli articoli pubblicati su riviste internazionali dal laboratorio di biomeccanica del Settore Tecnico.»

Anche i numeri sono aumentati in questi 2 anni...
«Pensa, eravamo 184 iscritti in AIPAC al momento dell’entrata in AIAC, ora siamo 435. È un bel successo, un importante riconoscimento del percorso fatto. Il frutto del coinvolgimento e dell’apertura verso chiunque abbia il desiderio di mettersi in gioco per la categoria. Mi piace sottolineare che questo è stato aiutato anche dai rapporti che abbiamo avuto con il Settore Tecnico nella persona di Ferretto Ferretti, il laboratorio di biomeccanica, con il già citato Carlo Castagna e quella con il Club Italia e area performance Valter Di Salvo.»

Entusiasmo, competenza e passione all’insegna della continuità per lavorare in funzione di tutti gli oltre 1.500 preparatori atletici professionisti: ecco ciò che è emerso dalla chiacchierata con Francesco Perondi. 

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