Una situazione che si può presentare frequentemente a qualsiasi livello: come gestirle e in che modo allenarle. L’allenatore di oggi deve per forza di cose porre sempre più attenzione ai dettagli e lo studio continuo del nostro sport ha portato a un arricchimento del vocabolario calcistico e a un’analisi di tutte le diverse situazioni che possono accadere in partita.

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Davide Ancelotti e Francesco Mauri hanno individuato una settimana tipo, priva di gare infrasettimanali, nella quale è centrale l’utilizzo del pallone. Ogni giorno prevede obiettivi da raggiungere diversi, lasciando libero da sedute il primo dopo la gara. Nella prima seduta settimanale, quella denominata “secondo giorno di recupero”, i carichi di lavoro sono ancora limitati, mentre la seconda è quella nel quale è previsto il carico maggiore.

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Una serie di esercitazioni e di consigli per insegnare al proprio undici come adottare il giusto pressing in fase di non possesso, partendo dai comportamenti individuali per arrivare a quelli collettivi.

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Scegliere la metodologia globale o quella analitico-situazionale in base ai gesti da allenare. Una serie di esercitazioni utili allo scopo.

In un momento storico particolare per il nostro calcio (eliminazione dai Mondiali, partite della nostra Serie A in cui nei 22 in campo a volte non viene schierato nemmeno un italiano...) tra le critiche più frequenti vi è quella che nei settori giovanili non si insegna più la tecnica o che bisogna fare più tecnica.

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L’ultimo articolo della mini-serie di Andrea Biffi dedicata ai più piccoli: il focus è sul tiro in porta. Per i più piccoli, imparare a calciare deve avvenire attraverso il gioco e la scoperta, mentre nei Pulcini bisogna apprendere la tecnica del calciare mediante un percorso didattico più approfondito.

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Stefano Pasquinelli scandaglia le prime forme semplici di cooperazione nel contesto squadra, che vanno sperimentate sin dalle categorie più basse dell’attività di base. La massima espressione di questo sono il passaggio e il successivo controllo, che vanno allenati sin dai Piccoli Amici.

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Coi bimbi che arrivano per la prima volta al campo è utile non dare per scontato la conoscenza del regolamento. Si può partire dalla regola del gol per arrivare a quella del campo.

Scuola calcio. Primo allenamento della stagione. Una decina di bambini pronti per cominciare questa nuova avventura. Anch’io allenatore mi sento pronto come mister dei più piccolini e spiego il primo esercizio: “... e quando arriviamo davanti alla porta dobbiamo segnare!” Sorrido. “Maestro, che cos’è la porta?”.

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Quali strategie utilizzare per allenare questa importante abilità nel giovane calciatore. L’utilizzo delle fasce colorate e le proposte pratiche.

La corteccia motoria è la regione del cervello coinvolta nella pianificazione, nel controllo e nell’esecuzione dei movimenti volontari del corpo. Tutto questo è possibile grazie alla sua capacità di trasmettere alle cellule dei nuclei dei nervi cranici e quelle del midollo gli impulsi per i movimenti compiuti attraverso la nostra volontà.

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Cosa sono le competenze per la vita e in quale modo sollecitarle al meglio nei giovani calciatori. I comportamenti che deve tenere l’allenatore e l’importanza di saper ascoltare.

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La modalità migliore per effettuare un training efficace con i portieri nelle categorie Pulcini ed Esordienti. La necessità di modulare le proposte in base al numero di giocatori presente.

L’allenamento del portiere assume un ruolo centrale e sempre più rilevante nel contesto di squadra e deve essere sviluppato in modo da far emergere quelle qualità che risaltano il giovane numero uno.

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Quali esercitazioni analitiche e globali proporre e come integrarle con la squadra nel settore attività di base per i numeri uno.

Negli ultimi anni il ruolo dell’estremo difensore è sicuramente cambiato e la metodologia di allenamento specifica del numero uno si è modificata prevendendo una parte “importante” del training con il portiere inserito nel contesto squadra. Pertanto, è diventato fondamentale agire sia in forma “analitica” sia globale.

“Analitico”
La proposta analitica si pone lo scopo di automatizzare quelle gestualità che il portiere svilupperà nel tempo grazie alle continue ripetizioni delle sequenze motorie, che abitual- mente vengono insegnate nei primi anni di avvicinamento al ruolo. Parliamo sia degli aspetti tecnici e sia della loro appli- cazione in un contesto ridotto di gioco (situazione). Dal punto di vista tecnico, infatti, è necessario proporre esercitazioni con contenuti che possano migliorare le abilità già acquisite e che rappresentano le basi fondamentali di ogni giovane portiere.

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Alcune importanti considerazioni per allenare al meglio i numeri uno del vivaio. I prerequisiti, la valutazione, i metodi e le proposte pratiche.

Per affrontare l’argomento dell’allenamento del giovane portiere bisogna chiarire immediatamente che è completamente differente da quello un adulto. Infatti, fisico, esperienze, capacità non consentiranno mai al piccolo portiere o al giovane numero uno di svolgere esercizi da adulto anche se “tagliati” o “riveduti”. Tutto ciò è dovuto anche all’attenzione che gioca un ruolo fondamentale poiché soprattutto i più piccoli hanno difficoltà nel mantenerla costante: si acquisisce col tempo.

Il giovane numero uno ha necessità totalmente diverse: deve svolgere esercizi propedeutici, coordinativi, tecnici e tattici, che, secondo la sua crescita, si completeranno in seguito quando raggiungerà livelli di forza più importanti grazie alla maturazione fisica. Questa breve introduzione si completa di una riflessione che reputo di importanza assoluta: colui che allena il giovane portiere deve avere una profonda competenza del ruolo. Infatti, è l’allenatore che offrirà al giovane tutto quel bagaglio di conoscenze che faranno la differenza quando arriverà in prima squadra. È la formazione degli anni giovanili che genera il valore successivo.

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Teresa Palopoli, come di consueto, ci porta nel mondo del calcio femminile, approfondendo questo mese la Serie B. Difatti l’annata regolare volge al termine, ma ad attenderci c’è un post-season davvero interessante. Infatti, le vincitrice dei 4 gironi dovranno affrontarsi in due match determinati da sorteggio in campo neutro e le due vincitrice approderanno in Serie A.

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Il mister più longevo della Serie A femminile, Fabio Melillo, ci ha parlato della sua squadra, che lotta con club più grandi, dopo essere partiti insieme dalla Serie C. Il tecnico, che segue anche la Primavera, con la quale ha raggiunto traguardi importanti, ha delineato una settimana tipo, evidenziando anche il modo col quale si relaziona con le sue ragazze.

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Gli speciali de’ Il Nuovo Calcio - L’allenamento della forza
Alcune valutazioni in merito al training di forza per le giocatrici e diverse proposte da campo sui cambi di direzione, correlate anche ai ruoli.

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High Intensity Training prevede l’esecuzione di corse veloci organizzate in base a diverse variabili che modificano gli obiettivi. Pasquale D’Antonio ci porta alla scoperta di questa metodologia d’allenamento, indicando quali siano i parametri da tenere presenti durante le sedute nelle quali si svolge un training ad alta intensità. Nell’articolo sono presenti le diverse possibilità di utilizzo e le proposte pratiche per la corsa su intervalli lunghi, quella su intervalli brevi, lo sprint interval training e il repeated sprint training.

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Simone Lorieri pone l’attenzione su questa metodologia nuova, sempre più usata dagli sportivi. Il Crossfit è un allenamento funzionale che mira al miglioramento delle qualità fisiche in termini di agilità, forza e resistenza.

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Una metodologia di lavoro che prevede la combinazioni di lavori di forza e di tipo aerobico nella stessa seduta o in due sessioni contigue.

Nel calcio ci si è sempre chiesti come ottimizzare il tempo a disposizione e, contemporaneamente, in che modo migliorare la performance, poiché l’elevato numero di partite settimanali ha portato a una riduzione delle sedute disponibili. La parte atletica, talvolta trascurata, è fondamentale per il calciatore per riuscire a soddisfare al meglio le richieste dell’allenatore.

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