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Che tipologia di trasformazioni possono avere i vari sistemi di gioco nelle due fasi.
Come difendere in un “modo” e attaccare in un altro.
Alcuni esempi pratici.


Penso che i sistemi di gioco debbano essere qualcosa di fluido, qualcosa che possa trasformarsi in continuazione. Sia in possesso sia in non possesso visto che entrambe le fasi sono strettamente collegate tra loro. E soprattutto dal non possesso al possesso (argomento di questo articolo). Per quanto riguarda la fase offensiva è importante preparare i propri uomini a modificare le “linee” e le “strutture” (formando triangoli, rombi e/o quadrilateri) per rendere imprevedibile lo sviluppo offensivo. Per comandare la manovra, inoltre, uno dei concetti primari è quello di portare diversi giocatori nei pressi dell’area avversaria (“ultimo quarto di campo”): questo consente di causare difficoltà agli avversari grazie al gioco corto e alla ricerca di palloni filtranti tramite, ad esempio, passaggi chiave.

Di conseguenza, sono indispensabili elementi capaci di gestire il pallone, che abbiano la personalità di riceverlo anche in situazione di difficoltà, sappiano costruire da dietro e trovare le soluzioni migliori per conquistare campo. Il tutto senza tralasciare la fase di non possesso, determinante in quanto nel calcio moderno è strettamente legata a quella in cui si ha la palla.
Infatti, i giocatori devono essere pronti alla riconquista in caso di perdita del possesso agendo immediatamente oppure, se questo non fosse possibile, retrocedere a protezione della porta. Detto ciò, proviamo a capire come e perché modificare i sistemi di gioco agendo in fase difensiva in un modo e in quella offensiva in un altro.

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