allenamento

  • I presupposti e la metodologia per allenare al meglio questa importante “fase” di gioco, da entrambi i versanti (positiva e negativa).

    Lo studio e il lavoro degli staff tecnici hanno a tal punto affinato i movimenti di reparto e quelli collettivi, organizzato le contrapposizioni agli avversari e incrementato le prestazioni atletiche, da indurci a rivalutare l’importanza della tattica individuale e della velocità-qualità della reazione alle opportunità offerte (o ai problemi posti) dalle transizioni. Queste possono diventare degli strumenti interessanti su cui lavorare per superare undici sempre più preparati. Perché? Perché il (sempre più) complesso intreccio di eventi, relazioni, imprevisti, costituito dal gioco richiede lo sviluppo, da parte del calciatore, di:
    • un bagaglio evoluto di conoscenze e di esperienze (che si traducono in competenze tattico-tecniche e in abilità individuali), utili a leggere al meglio il “fluire” del gioco e a dare impulso alla propria creatività;
    • un’elevata capacità di interpretare e gestire le situazioni di cambio palla (e conseguenti ribaltamenti di fronte), in cui l’imprevisto e la sorpresa condizionano in modo determinante le percezioni e le reazioni dei giocatori, mettendo a dura prova la loro capacità di esprimere sul campo le conoscenze condivise coi compagni.

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  • In cosa consiste questo fondamentale individuale, le soluzioni migliori e i movimenti più efficaci.

    Lo smarcamento è il movimento che il giocatore compie per eludere il controllo diretto di un avversario, per andare in uno spazio libero e raggiungibile da un passaggio o ancora per liberare un settore utile per la ricezione di un compagno (smarcamento combinato).

    Il movimento presuppone due velocità di esecuzione:
    1. unanonmassimalenell’esecuzionedellaprimafase(lafinta);
    2. unamassimalenellasecondafasedellafintaperlaricezionedella
    palla.

    Lo smarcamento può avere varie finalità, le principali sono:
    1. daresostegnoalportatoredipalla;
    2. offrirsicomeappoggioalpossessore;
    3. ottenerelasuperioritànumerica.
    4. mantenereilpossesso;
    5. finalizzarel’azione.

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  • Alcune proposte pratiche che aiutano a capire come dei piccoli accorgimenti possano trasformare un’esercitazione e renderla funzionale per le differenti categorie.

  • L’importanza del riscaldamento per i bambini più piccoli come mezzo per raggiungere gli obiettivi tecnici stabiliti nella seduta. Alcune proposte pratiche.

    All’interno della programmazione dell’allenamento capita di considerare il riscaldamento come una fase distaccata dagli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere. Molti istruttori lo pensano solo ed esclusivamente come un momento ludico di divertimento, di aggregazione e di attivazione motoria. Ovviamente, questi aspetti sono imprescindibili in un contesto di scuola calcio e devono far parte anche del warm-up, che però non può essere scollegato dal resto delle proposte. Per questo conviene stabilire immediatamente gli obiettivi della sessione. In linea generale, questi possono essere divisi in due categorie: avremo gli obiettivi primari, ovvero i più importanti all’interno dell’allenamento, che risultano il filo conduttore di tutte le esercitazioni proposte; poi vi sono quelli secondari, che rappresentano il “contorno” e sono una sorta di conseguenza dei primari.

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  • Una serie di proposte pratiche per contestualizzare la situazione di 1>1 e avvicinarsi a ciò che accade in gara.

  • Una serie di esercitazioni concatenate, valide per i giovani portieri e non solo, per lavorare sulla tecnica offensiva dei numeri uno.

    Il calcio moderno ha senza dubbio influito in maniera netta sul ruolo del portiere che, al giorno d’oggi, non deve più limitarsi a parare, ma deve avere la padronanza assoluta dello spazio e soprattutto una certa abilità nel gioco con i piedi.

  • Come organizzare al meglio un intervento efficace con le squadre dell’attività di base (Pulcini ed Esordienti in tal caso) quando si ha solo un quarto di campo a disposizione.

  • Franc Artiga e Dani Sanchez, i due D allenatori del Barcellona presenti allo stage organizzato in Piemonte da Sergio Soldano e Sergio Boscarino, hanno illustrato i sette giorni tipo nella cantera blaugrana, entrando nei dettagli degli ultimi tre prima dell’incontro settimanale.

  • Due modalità differenti di interpretare la fase difensiva da parte degli uomini della “linea”. Il riferimento principale, infatti, può essere l’avversario oppure il pallone. Come lavorano l’Atalanta di Gasperini e il Napoli di Sarri. Soluzioni pratiche.

    Quante volte, commentando gli errori commessi da una linea difensiva, abbiamo sentito dire: “La squadra ha preso gol perché il giocatore X ha perso la marcatura”? Oppure… “La palla era scoperta, il giocatore Y doveva occuparsi della copertura della profondità e non doveva seguire il movimento sul corto dell'attaccante”? O ancora… “Il terzino Z ha fatto una diagonale troppo stretta e ha lasciato scoperto il lato debole”? Ma anche… “Il centrale W non doveva posizionarsi esternamente all'attaccante, ma sulla linea palla-porta.”?

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  • Gli Speciali de Il Nuovo Calcio - Master Prime Squadre
    L’intervento al nostro incontro di aggiornamento di mister Zenga, che ha espresso il suo metodo di lavoro, analizzando il ruolo dell’allenatore a 360°. Alcune proposte pratiche e il ritiro pre-campionato.

    L’analisi della metodologia di lavoro di Walter Zenga, indimenticabile numero uno dell’Inter e della Nazionale, allenatore Uefa Pro, nella stagione 2017-18 al Crotone, parte dalle differenze riscontrate nei vari paesi dove ha allenato (un giramondo il tecnico milanese), con un focus sulle diversità che vi sono fra Italia e Inghilterra.

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