campionato

  • Il mercato chiuderà venerdì 17 agosto alle 19, ma in questi dieci giorni, ci sarà da divertirsi.

    La Juventus dopo CR7, Cancelo e Bonucci, promette un assalto a Milinkovic-Savic se non addirittura a Paul Pogba, che in rotta allo United potrebbe pensare di abbandonare l’Inghilterra con meta Torino o la Spagna, Barcellona dove sarebbe accolto a braccia aperte. Difficile l’ipotesi Real Madrid, perché Florentino non ama fare affari con Mino Raiola (che non ha giocatori tra i “Blancos”). Certo, se la Juve arrivasse a Pogba, oltre allo scudetto avrebbe in tasca pure la Champions.

    Il mercato dell’Inter ha subìto un altro sussulto: Keita Balde, talento straordinario quanto ribelle, una sua completa maturazione renderebbe devastante un attacco con Icardi e Lautaro, più Perisic a sinistra. In attesa di Modric, che a Madrid sembra non voler più stare. Gli interisti sognano, ma a Milano sognare è di moda, perché anche il Milan, con la nuova dirigenza, sembra poter tornare protagonista: Higuain e Caldara non sono poco, per un club che comunque ha pesanti vincoli lasciati dal passato…

    La Roma guarda all’oggi e al domani, perché il mercato voluto da Monchi ha rinforzato la squadra (meno delle altre), ma ha gettato le basi per un lavoro del quale potremmo vedere i frutti tra un paio d’anni (sempre che rimangano tutti). La Lazio, come sempre, non sperpera: aggiunge Badelj a centrocampo e inserisce Acerbi in difesa, la rinuncia a Felipe Anderson sembra pesante, ma il clima non era più idilliaco. Meglio fare cassa.

    Il Napoli, invece, è un grosso punto interrogativo, valutazione sulla quale non incidono comunque i 5 presi dal Liverpool. La piazza vorrebbe Edinson Cavani, ma la proprietà se farà uno sforzo al centro dell’attacco lo farà per Belotti (Balotelli al Toro?) che in futuro potrebbe avere mercato (ADL lavora spesso con questa prospettiva, e non ha torto…). Il mercato recita Fabian Ruiz e Verdi, più un paio di portieri che potrebbero diventare tre, poco, troppo poco… Al momento la squadra non ha ancora una sua identità: Carlo Ancelotti avrà da lavorare parecchio.

    Il 17 agosto si avvicina e il 18, prima di campionato, è dietro l’angolo!

  • Il campionato è tornato e la Juventus ha subito messo in chiaro una cosa: quando decide di vincere lo fa. Malgrado Cristiano Ronaldo non abbia brillato al suo esordio (un primo tempo così così da centravanti e una discreta ripresa da esterno sinistro), tutti i bianconeri in campo hanno dimostrato il perché in questi anni lo scudetto abbia sempre avuto lo stesso padrone: dopo un buon primo con l’immeritato pareggio del Chievo, la Juve si è trovata sotto per un errore di Cancelo, ma poi si è presa la scena e i tre punti. Certo inserire a partita inoltrata Bernardeschi (colpo da 40 milioni); Emre Can cuore del Liverpool vice campione d’Europa e Mandzukic (in gol nella finale mondiale) può aiutare.

    Il Napoli che non aveva convinto durante le amichevoli precampionato ha battuto la Lazio, con un Simone Inzaghi monocorde nel proporre il suo 3-5-1-1 al quale gli avversari sembrano aver trovato le contromisure. Sotto di un gol, Ancelotti l’ha ribaltata ma è chiaro che il Napoli sia più forte della Lazio. Lo dice il conto delle occasioni e la supremazia di chi è uscito con i tre punti.

    La delusione di giornata è l’Inter. Ottima estate, condita da un successo in casa dell’Atletico Madrid, la squadra di Spalletti si è squagliata per una buona mezzora. Il periodo nel quale il Sassuolo ha fatto il gol che poi ha difeso colpendo pure un palo. Perdere la prima non è una tragedia, ma tutti si attendevano altro. L’Inter doveva essere l’anti-Juve, ruolo che per la proprietà transitiva ora è del… Sassuolo! Ma che bravo che è De Zerbi!

    Bene la Roma, che ha vinto all’’89 in casa del Toro, autore di un’ottima partita. Un successo importante per la squadra di Di Francesco. Male, invece, il Bologna battuto dalla Spal: il mercato ha lasciato a desiderare e in campo si è visto!

  • Prima o poi doveva accadere: il Napoli non è riuscito a rimontare lo svantaggio e così, la Juventus si è trovata prima in classifica in solitaria. La prima pausa della stagione, giunge dopo sole tre giornate, ma permette di guardare con occhio critico a quanto fatto fino a ora dalle varie squadre.

    La Juve non gioca il calcio spettacolare che reclamano i tifosi, ma vince. Certo, non è semplice essere brillanti a inizio anno con squadre che spesso si chiudono in trincea, ma i due gol subiti contro il Chievo e le palle gol concesse al Parma devono preoccupare. In attacco Douglas Costa è imprendibile, migliora Bernardeschi, mentre Cristiano Ronaldo non trova gli spazi che abitualmente concede la Liga. Partito prima punta contro il Chievo, già nel secondo tempo di Verona si è spostato largo a sinistra. Allegri ha 15 giorni per pensare e ripensare a come disegnare la squadra, perché fino a ora l’unico indispensabile è Marione Mandzukic.

  • Prima con quattro punti di vantaggio sull’Inter. La Juventus vince la sua sedicesima partita su 20 giocate in Serie A e mostra tutta la propria forza. Cristiano Ronaldo, dopo la sostituzione con il Milan e l’aver smaltito i problemi fisici di inizio stagione, è semplicemente fantastico: 11 reti nelle ultime 7 gare (più 1 gol in Champions a Leverkusen).

  • Il derby di Roma è senz’altro una delle gare più sentite del campionato, ancor di più se la posta in palio è rappresentata da un posto in Europa. La Lazio si presenta con uno score casalingo di 6 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, mentre la Roma è reduce da 3 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 4 trasferte.
    I giocatori allenati da Inzaghi sono primi per palloni vaganti recuperati (68) e per fuorigioco (2,5 a partita), mentre risultano secondi per reti su calcio d’angolo (7) e passaggi in area di rigore (37).
    I giallorossi di Di Francesco vincono il 57% dei duelli aerei (primi) e sono secondi per gol su palla inattiva (17), occasioni da gol create (7) e distanza media dei gol (10,1 metri).

    Il derby della capitale significa anche Immobile contro Dzeko: 11 gol per l’attaccante italiano, che è andato in gol in 4 degli ultimi 6 scontri diretti, 7 reti per il bomber bosniaco, fatti registrare tutti in trasferta (con una doppietta nell’ultima). Chi sarà protagonista?

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Sarà la città di Bergamo ad ospitare il big match tra Atalantae Milan. I padroni di casa sono reduci da una sola sconfitta nelle ultime 9 gare giocate (6 vittorie e un pareggio), mentre gli ospiti sono imbattuti da 6 partite (3 vittorie e 3 pari). Nelle ultime 5 sfide tra le due compagini ben 4 sono finite in pareggio, mentre una è terminata con la vittoria degli orobici.
    La squadra di Gasperini ha il miglior attacco del campionato (50 gol) ed è prima per secondi in possesso prima di realizzare una rete (42,9), occasioni da gol create (7, di cui il 33% concretizzate) e dribbling (33). Inoltre è terza per gol su palla inattiva (12) e angoli calciati (6,5).
    L’undici di Gattuso ha segnato il 94% di gol su azione (primo), ha subito 21 gol (17°), è finito in fuorigioco in media 1,3 volte a partita (19°) e ha commesso 10,3 falli (20°). 

    Duvan Zapatacontribuisce ad un gol ogni 90’ (16 reti e 4 assisti), mentre Krzysztof Piatek a 0,7 gol ogni gara (15 marcature). Il colombiano e il polacco saranno i protagonisti della gara? 

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  • Fiorentina - Inter è il big match della giornata. Si sfidano l’ottava e la terza in classifica, separate da 9 punti. La squadra di casa ha subito una sola sconfitta nelle ultime 10 gare giocate, ma in casa non vince dal 16 dicembre. Gli ospiti sono secondi per rendimento esterno (20 punti conquistati su 36 disponibili), nelle ultime 5 trasferte hanno vinto solo due volte (2 sconfitte e un pari nelle restanti partite). A Firenze, i viola sono imbattuti contro gli uomini di Spalletti da 4 partite, e nelle ultime 7 hanno perso solamente in un’occasione (15 febbraio 2014: vantaggio di Palacio, momentaneo pareggio di Cuadrado e gol vittoria di Icardi).
    L’undici di Pioli risulta secondo per falli commessi (14,8) e per duelli vinti in difesa (59%), terzo per distanza da cui realizza le reti (9,7 metri) e per lunghezza dei passaggi (20,4 metri), infine quarto per gol da fuori area (7).
    I nerazzurri sono primi per passaggi in area di rigore (43) e falli subiti (15,2), secondi per possesso palla (57%), terzi per gol su palla inattiva (12) e quinti per occasioni da gol (6). Inoltre sono la seconda miglior difesa complessiva (17 reti subite) e la migliore su azione (10 gol subiti).

    La sfida è tra due allenatori esperti, entrambi ex calciatori: i precedenti sorridono al tecnico di Certaldo che nei 9 precedenti contro il collega emiliano è imbattuto (7 vittorie e 2 pareggi). 

     

    Dati forniti da Instat Scout e Sics

  • Il “Franchi” di Firenze ospiterà la gara tra Fiorentina e Napoli. Negli ultimi otto scontri diretti in Serie A, la squadra che giocava in casa è rimasta imbattuta. La squadra di Pioli è primatista di pareggi in questa stagione: quasi la metà (10) delle 22 partite di campionato giocate, mentre i campani hanno perso solo quattro delle ultime 40 trasferte in Serie A, ma tre di queste sconfitte sono arrivate in questa stagione (6 vittorie, 1 pareggio, 3 sconfitte).
    I viola si sono visti fischiare 5 rigori contro (2) ma solo 4 di questi sono stati realizzati, inoltre sono secondi per falli commessi (15) e per duelli vinti in difesa (59%), mentre risultano terzi per lunghezza media dei passaggi (20,4m). La compagine allenata da Ancelottiè quella che segna da più lontano (10,4m), che effettua più tiri a partita (17,5) e passaggi chiave (19). 

    I due uomini copertina sono il colombiano Muriel, 3 gol in 3 gare, e il polacco Milik, 12 gol in 19 presenze. 

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  • Il teatro migliore per una sfida di tale importanza: San Siro si prepara ad ospitare una gara che potrebbe rivelarsi decisiva ai fini dell’assegnazione dei posti Champions. L’Inter ha perso due delle ultime 4 gare casalinghe, mentre l’Atalanta nelle ultime 5 trasferte ha vinto 4 partite e ne ha persa solamente una. I padroni di casa hanno vinto tutte e quattro le ultime sfide giocate contro la “Dea”, a Milano.
    Gli uomini di Spallettisono diciannovesimi per gol subiti (25) e ultimi per quelli presi su azione (13), hanno segnato 8 reti su angolo (secondi), oltre ad avere il miglior possesso palla (57%) e il più alto numero medio di passaggi in area di rigore (42). Sono anche la squadra che calcia il maggior numero di angoli a partita (7,5). L’undici guidato da Gasperini è il miglior attacco del campionato con 64 gol fatti, oltre ad essere quello che crea più occasioni da gol a partita (7) e che effettua il maggior numero di dribbling (32). Gli orobici impiegano 12,7 passaggi in media per segnare una rete (primi), sono secondi per duelli vinti totali e in difesa (52% e 59%), ma sono anche secondi per gol subiti su calcio piazzato (16, di cui 7 su angolo).

    Sono sicuramente da tenere d’occhio Icardi, che appena rientrato ha timbrato subito con un gol (10 reti e 3 assist in campionato per l’argentino), e Ilicic, reduce da una prestazione maiuscola contro il Bologna (11 gol e 7 assist per lo sloveno). Chi riuscirà a guadagnare tre punti fondamentali nella corsa Champions?

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  • La “Scala” del calcio sarà il teatro del derby numero 170 in Serie A. Negli ultimi 5 confronti in cui il Milan ha giocato in casa non ha mai perso, ma l’ultimo successo dei rossoneri risale al gennaio 2016, da allora due vittorie per i nerazzurri e tre pareggi. Nel 2019 l’Inter ha raccolto solo 11 punti in otto partite, ben nove in meno dei cugini. Gli uomini di Gattuso sono diciannovesimi sia per reti segnate che subite da palla inattiva (rispettivamente 5 e 4), sono ultimi per contrasti aerei vinti (43%) e terzi per durata media di attacchi con gol (30,3 secondi). L’undici di Spalletti è ventesimo per gol subiti su azione (12), secondo per falli subiti (15 in media) e primo per angoli calciati (7,6), distanza delle palle recuperate rispetto alla porta avversaria (69,7), passaggi in area di rigore (42) e cross (22).

    Degli ultimi otto gol nei derby, ben sette sono arrivati nel secondo tempo, saranno quindi decisivi gli interventi dei due portieri: Donnarummae Handanovic. Il portiere italiano ha subito 23 gol, ha respinto il 79% dei tiri e ha effettuato 37 salvataggi, mentre l’estremo difensore sloveno ha subito 22 gol, respinto il 78% dei tiri ed effettuato 25 salvataggi. Chi riuscirà, con i propri interventi, ad aiutare la propria squadra a raggiungere la vittoria?

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  • Quella tra Milan e Lazio è una sfida decisiva per la rincorsa Champions. Si tratta di due squadre con numeri molto simili, ma negli ultimi 5 scontri diretti giocati a Milano si sono registrati 3 successi dei padroni di casa e 2 pareggi. I rossoneri sono a secco di vittorie da quattro giornate (1 pari e 3 sconfitte) e devono ritrovarsi per poter puntare al quarto posto. I biancocelesti sono in ripresa nonostante nelle ultime sei gare abbiano vinto solo la metà delle partite (2 pari e una sconfitta). Gli uomini di Gattuso impiegano in media 26,6 secondi per creare un’azione con gol (terzi), hanno avuto solo due rigori a favore (ventesimi), hanno la seconda miglior difesa su calci piazzati (7 gol subiti) e sono i peggiori per contrasti aerei vinti (45%). L’undici allenato da Inzaghi è primo per fuorigioco (2,6) secondo per reti realizzate da angolo (9) e terzo per passaggi chiave (14).

    Attenzione particolare ai due attaccanti che scenderanno in campo questa sera: Krzysztof Piątek ha realizzato tre gol nelle ultime cinque partite in campionato (21 complessivi in stagione) e Ciro Immobile che ha segnato tre reti nelle ultime cinque gare (14 totali con 4 assist). Chi contribuirà, con i suoi gol, alla conquista di tre punti fondamentali per il piazzamento Champions?

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  • Allo stadio Olimpico va in scena un grande classico del calcio italiano, la sfida tra Romae Napoli. Si affrontano i terzi migliori attacchi del campionato: 52 reti, nonché le due squadre, insieme all’Atalanta, che costruiscono più occasioni da gol (7 in media a gara). In quattro degli ultimi 5 scontri diretti entrambe le squadre sono riuscite a segnare, anche se l’ultimo segno X nella tana dei capitolini è datato aprile 2012, da quel momento 4 vittorie consecutive dei padroni di casa e due degli ospiti.
    La squadra di Ranieriha segnato 20 gol su palla inattiva (seconda), di cui 8 da combinazione su calcio di punizione (prima). Inoltre, comanda la classifica per duelli aerei vinti (57%), mentre è terza per dribbling (28) e ultima per falli subiti (11,4). La compagine allenata da Ancelottiha messo a segno 16 gol nell’ultimo quarto d’ora (prima) ed è prima per possesso palla (57%) e passaggi chiave (19). L’undici azzurro necessita in media di 12,1 passaggi per segnare un gol (secondo), mentre si rivela come la squadra meno fallosa del campionato con 10,5 falli commessi.

    I giocatori da tenere d’occhio sono i due bomber: Arkadiusz Milike Edin Dzeko. L’attaccante polacco, che sta finalmente trovando più continuità dopo i due infortuni al ginocchio, ha raggiunto quota 15 gol (più un assist). Il centravanti bosniaco invece non sta vivendo la sua miglior stagione avendo segnato solamente 7 reti (con 3 assist) ma, nonostante questo, resta sempre molto temibile. Chi porterà la propria squadra alla vittoria a suon di giocate decisive?

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  • A “Marassi” andrà in scena una gara che molto potrà dire sulle ambizioni europee di Sampdoria Atalanta. I padroni di casa sono imbattuti nelle ultime 5 gare disputate a Genova contro gli orobici (4 vittorie e un pari), ma gli ospiti sono la quarta squadra per rendimento esterno del campionato.
    L’undici blucerchiato è primo per percentuale di occasioni concretizzate (44%) e per rigori a favore (8), secondo per gol su palla inattiva (14) e diciannovesimo per cross effettuati in media (11). Inoltre, la squadra di Giampaolo è ultima per lunghezza media dei passaggi (17,4 metri), sintomo della ricerca di un gioco veloce e basato su un fraseggio corto.
    La compagine bergamasca si presenta con il secondo attacco del campionato (54 reti) e con il primato di gol su azione (43). Gli uomini di Gasperini sono primi per occasioni da gol create (7 in media), dribbling effettuati (32) e durata degli attacchi con gol (41,7 secondi).

    I due allenatori possono contare su giocatori in grado di essere sempre decisivi: Fabio Quagliarella, 19 gol e 6 assist (1 giocata utile ogni 90 minuti) e Duvan Zapata, 16 reti e 4 assistenze (0,9 giocate utili ogni 90 minuti). Saranno decisivi anche nella partita odierna?

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  • In palio c’è il quarto posto e nella sfida tra la Roma e il Milan si deciderà da quale squadra verrà occupato. I giallorossi sono un punto dietro e vengono da una rimonta subita (da 0-3 a 3-3) e dal 7-1 del Franchi (in Coppa Italia). I rossoneri sono reduci dalla doppia sfida contro il Napoli con lo 0-0 in campionato e il 2-0 in coppa.
    La squadra di Di Francesco ha subito una sola sconfitta casalinga in Serie A (contro la Spal), mentre la compagine meneghina è imbattuta da 5 trasferte (2 vittorie e 3 pareggi).
    L'undici capitolino è primo per occasioni da gol (7), contrasti aerei vinti (60%) e gol su palla inattiva (14), mentre gli uomini di Gattuso sono terzi per distanza da cui subiscono gol (10,3 metri) e tiri (16,3), e risultano nelle ultime posizioni per gol, segnati e subiti, su palla inattiva: rispettivamente 2 (ventesimi) e 4 (diciannovesimi). 

    La partita propone lo scontro tra Dzeko e Piatek. L’attaccante bosniaco si è sbloccato nello scorso turno con una doppietta, dopo un digiuno di 9 partite, mentre il polacco ha realizzato in coppa i primi due gol con la maglia rossonera. Sarà più decisivo il diamante di Sarajevo o il bomber,che in polacco significa pistolero, di Dzierżoniów?

     

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  • La Juve è imprendibile. E questo è un dato di fatto. Il Napoli, a -8 dalla prima, ma con 6 punti di vantaggio sull’Inter terza, molto probabilmente finirà seconda. Un pronostico non lontano dalla realtà.

    Poi ci sono le altre: Inter, Milan e Lazio, forse la Roma, magari Atalanta e Torino si giocano due posti in Champions. Per organico, l’Inter è avvantaggiata, ma nella giornata appena archiviata, la quattordicesima, in parecchi hanno buttato dei punti al vento. Punti, per rendere meno sicura la terza posizione dell’Inter.

    Il Milan, che ha chiuso il turno, ha dimostrato ancora una volta di essere un'incompiuta: il 4-4-2 di Gattuso ha sofferto a lungo il gioco del Torino, che grazie alla superiorità numerica a centrocampo, ripartiva e affondava il colpo. Solo negli ultimi 25’ i rossoneri hanno accelerato andando vicino al gol del vantaggio. Poco. Troppo poco, perché c’era l’opportunità di recuperare tre, non un punto, all’Inter, sconfitto 1-0 dalla Juventus.

    La Lazio, sabato sera, era convinta di aver vinto: niente di tutto questo. Il 2-2 finale con la Sampdoria, dimostra come neanche un gol segnato al 96’ può dare la certezza della vittoria. Il pareggio di Saponara al 99’ ne è la conferma. La squadra di Inzaghi è afflitta da una strana sindrome: non sempre parte benissimo, poi confeziona parecchie palle-gol che cestina quasi con il sorriso sulle labbra. Da non credere, perché a fine partita da ridere c’è proprio poco.

    La Roma, invece, a Cagliari ha giocato una partita masochistica: in vantaggio 2-0 a 10’ dalla fine si è fatta raggiungere da una squadra in 9, per via di due espulsioni. Ma il peggio, se possibile, si è visto dopo il 90’, quando Di Francesco negli spogliatoi ha affermato: “Cambi? Ma avete visto chi avevo in panchina” e da Boston, James Pallotta ha minacciato provvedimenti. Solo rimandati?

  • Mai inno si è sposato meglio con la squadra per la quale è stato scritto. Pazza Inter, che in 2’ si fa raggiungere e rimontare dalla Juventus. Pazza Inter, che in 3’ la ribalta con la Lazio e conquista la Champions, dalla quale era uscita in una notte del marzo 2012 contro l’Olympique Marsiglia.

    Pazza Inter, perché malgrado la Lazio a lungo abbia giocato meglio, ma alla fine è ugualmente uscita con i tre punti dall’Olimpico. Pazza Inter, perché quando tutto sembrava perso, ha trovato una palla sporca sulla quale conquistare un rigore, che Icardi ha segnato dopo aver giocato 78’ da incubo (per lui e i tifosi). Pazza Inter perché ha giocato una stagione contraddittoria: in testa fino a inizio dicembre prima di spegnersi e ritrovarsi solo quando è fiorito Rafinha e Brozovic ha trovato la giusta collocazione tattica.

    Pazza Inter, perché neppure Spalletti è riuscito a “normalizzarla”: anche un allenatore, tra i migliori e i più esperti del campionato ha dovuto subire le “lune” di un gruppo al quale era lecito chiedere di vincere in casa con Crotone e Sassuolo e a Ferrara, quando il pareggio della Spal è giunto all’89. Pazza Inter, perché non è lecito, per una grande squadra, giocare una partita come quella di Genova contro il Genoa.

    Pazza Inter, perché quando tutto sembrava perso ha segnato due gol. Due gol che vogliono dire qualificazione in Champions.

  • Le strategie da utilizzare dal punto di vista fisico (e non solo) per rendere al massimo al primo fischio d’inizio. L’importanza dei carichi alla ricerca della miglior performance.

    Settembre, la preparazione è finita, adesso è campionato! Iniziamo specificando che alcuni luoghi comuni del precampionato sono ormai davvero fuori dal tempo: “Mettiamo fieno in cascina”, “Forza, che nel lungo periodo ci torna comodo”, “Abbiamo caricato molto e verremo fuori alla distanza”… sono parole spesso sentite, ma che sono inesatte. In tutte le partite organizzate dalla FIGC vengono assegnati tre punti, sia che alla prima sia all’ultima. Senza dimenticare le altre. Risulta quindi chiaro che hanno il medesimo valore, pertanto non si può certo partire… con il freno a mano tirato. Il periodo preparatorio, tuttavia, concede innumerevoli possibilità di lavoro, date dal maggior tempo a disposizione, dalla disponibilità dei calciatori e dalla lontananza delle partite ufficiali, ma non può essere caricato di eccessive responsabilità, ad esempio quella di essere l’unico indispensabile per la resa “fisica” nell’intera stagione della nostra squadra.

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  • A Udine un’altra sconfitta. La Roma in campionato ha praticamente la metà dei punti della Juventus (19 contro 37), ma è messa male anche rispetto a Napoli e Inter, seconda e terza. Certo, il quarto posto prima di Lazio-Milan non dista molto (3 punti), ma il disagio è palpabile.

    Nel post partita, Eusebio Di Francesco ha snocciolato numeri che non assolvono: “80% di possesso palla nel primo tempo, troppe le occasioni sprecate”. E poi ha parlato del gol subito: “Hanno segnato su una rimessa laterale da 40 metri”, omettendo che De Paul ha letteralmente violentato la difesa della sua squadra o, se preferite, si è preso gioco dei paletti che presidiavano l’area di rigore.

    Ma il malessere è più a monte: la Roma costruita da Walter Sabatini, traghettata da Frederic Massara e gestita da Monchi è giunta fino alla semifinale di Champions, quella smontata e ricostruita dallo spagnolo sta affondando nella mediocrità.

    Di Francesco sta lottando per ricostruire squadra e meccanismi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la Roma gioca a intermittenza, in mezzo al campo N’Zonzi e De Rossi faticano a coesistere e (fino a che ha giocato) Pastore tra i tre di centrocampo è parso fuori posizione. Inoltre, ci sono troppi esterni offensivi.

    Martedì c’è la Champions, la Roma potrà puntare al primo posto nel suo gironcino sfruttando l’insipienza del Real Madrid (sconfitto 3-0 dall’Eibar), ma il punto è un altro. I club non sono società di trading e, una squadra non si smonta e si rimonta a piacimento. Può essere che qualcosa non funzioni. Proprio come alla Roma.

    La rubrica E' TEMPO DI... di Cesare Barbieri >> 

  • “Sei un mi7o”: è lo slogan coniato dalla società, che ogni anno celebra lo scudetto con un “claim” differente. La Juventus pareggia contro la Roma e festeggia un tricolore che era già stato festeggiato sette giorni fa quando il Napoli fu raggiunto sul 2-2 dal Torino, da un gol di De Silvestri (che ha segnato pure oggi alla Spal).

    La Juventus ha meritato lo scudetto, malgrado il Napoli con 88 abbia firmato il record per una squadra che si classifica al secondo posto. Ma proseguendo sulla strada dei numeri, la Juve ha il miglior attacco e la miglior difesa del campionato, in casa ha subito solo 7 gol. Non ci sarebbe molto altro da aggiungere.

    Invece, da aggiungere c’è tantissimo. Perché i numeri non possono dire tutto. I numeri non rendono appieno il valore di Buffon, Chiellini e Barzagli, campioni straordinari che hanno “griffato” tutti e sette gli scudetti e così sarebbe stato anche per Marchisio, attore non protagonista a causa della guarigione da due infortuni che non gli permettono di brillare come in precedenza.

    Se a centrocampo Khedira per qualcuno è lento, per altri indispensabile, in attacco Douglas Costa ci ha impiegato un po’ a capire il nostro calcio, ma quando ha abbandonato i tocchi inutili e certe giocate leziose è stato veramente travolgente.

    Impossibile tacere le qualità di Mandzukic, uno con il quale andremmo in guerra con la certezza di uscirne vincitori. Malgrado il talento, non sempre abbiamo visto il miglior Dybala, in certi frangenti impegnato in contenziosi extracampo che hanno irritato la dirigenza bianconera. Higuain è questo, piaccia o non piaccia: all’azione partecipa il minimo indispensabile. Però fa gol. E incarna in pieno il verbo di Giampiero Boniperti: “Vincere non è importante è l'unica cosa che conta”. E la Juve lo ha fatto per la trentaquattresima volta.

  • Juventus e Napoli continuano la loro corsa verso la scudetto, con la certezza che se dovessero inciampare la Roma diventerebbe un’avversaria più che pericolosa. L’Inter, invece, dopo la vittoria-sconfitta in Coppa Italia con la Juventus potrebbe finalmente aver spazzato ogni dubbio sul sistema di gioco da adottare, con quattro attaccanti che pur di giocare si sacrificano a rincorrere l’avversario. È una domenica amara per il Milan, con il Sassuolo che ricorda a Mihajlovic quanto ci sia ancora da lavorare, mentre la Fiorentina si è sgretolata sul più bello (strapazzata da Tottenham e Roma, con in mezzo un pari spettacolare con il Napoli). 

    A dieci giornate dalla fine del campionato, la Juventus mantiene il primato con tre punti di vantaggio sul Napoli e lo fa senza rischiare nulla (o quasi) sul campo dell’Atalanta. Nel tabellino compaiono i nomi dei giocatori che non ti aspetti (Barzagli e Lemina), mentre Buffon non subisce reti da 836’ e in Italia lo scudetto negli ultimi dieci anni lo ha vinto nove volte chi ha subito meno gol. Ma il Napoli, per continuare a combattere, trae forza dalla splendida prestazione contro il Chievo e dai 26 passaggi consecutivi senza che gli avversari riuscissero a toccare palla. 

    A proposito di prestazioni: piace sempre più la Roma di Spalletti, che oltre a Totti ha sacrificato Dzeko: l’allenatore di Certaldo ha idee chiare e coraggio da vendere, perché in un sol colpo ha messo ai margini della squadra il simbolo e l’acquisto più costoso degli ultimi anni. I risultati gli danno ragione, proprio come lo spettacolo: El Sharaawy-Perotti-Salah sono un rebus irrisolvibile per le difese. 

    Uno sguardo alla zona retrocessione: con i tre gol nei primi 30’ della partita con la Sampdoria, il Verona saluta la Serie A, mentre il pareggio del Carpi a Bologna, visto quanto c’è da recuperare, sembra una mezza sconfitta. A credere veramente è il Frosinone che in un sol colpo ha steso l’Udinese e avvicinato il Palermo, arresosi a San Siro. Il Genoa battendo l’Empoli si è lasciato alle spalle anche l’Atalanta, ma nessuno può sentirsi tranquillo. E la B sembra aver già emesso i suoi verdetti: l’anno prossimo in A vedremo Crotone e Cagliari.

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