psicocinetica

  • La psicocinetica negli anni Novanta
    Piero Frosio era un innovatore. Con lui ho lavorato per 5 splendidi anni tra Monza, Atalanta e Ravenna. Mi ha accolto nel suo staff in Brianza quando ero un giovane (e poco esperto) preparatore. Da allora è nato un legame unico, che abbiamo portato avanti con il tempo. Il figlio Alex ha iniziato il mestiere di giornalista a Il Nuovo Calcio, mio figlio Filippo è stato tenuto a battesimo proprio da Piero. Tanti sono i ricordi e le esperienze vissute. Sicuramente era “avanti”, come lo dimostra l’articolo che ha scritto agli inizi degli anni Novanta sul “numero 2” della rivista. Era sulla... psicocinetica. Trent’anni fa… psicocinetica. Ve lo riproponiamo in forma integrale. Ciao Piero!
    Ferretto Ferretti

  • Psicocinetica e allenamento cognitivo: quali proposte utilizzare. Cosa dice la teoria dei neuroni specchio.

    Sono anni ormai che nel calcio sentiamo parlare dell’aspetto cognitivo e, in particolar modo, della psicocinetica. Con questo termine, di solito, si indica la capacità di un giocatore di sapersi adattare velocemente e con effetto immediato a situazioni in corso di svolgimento attraverso ragionamenti e movimenti “istintivi”. In tal senso una delle scoperte più decisive e rivoluzionarie degli ultimi anni è stata fatta da Giacomo Rizzolatti, un neuroscienziato italiano, che con il suo team ha scoperto, studiato e condiviso l’esistenza e le straordinarie capacità dei neuroni specchio. Lo studio di questi neuroni è in costante divenire e in futuro potrebbero esserci ulteriori novità che sicuramente condizioneranno la metodologia dall’allenamento. Precursori come José Mourinho, Claudio Ranieri, Riccardo Capanna (preparatore atletico ex Juventus, Roma e Inter) e molti altri, comunque, già da diverse stagioni si sono occupati dell’importanza degli aspetti cognitivi nel calcio.

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