Ermanno Rampinini, autore del libro "La Fatica nel calcio" (Foto: Michele Tusino - Il Nuovo Calcio)

News
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Il terzo libro della collana Gli Indispensabili di Scienza&Sport LA FATICA NEL CALCIO analizza il tema della fatica. Scritto da Ermanno Rampinini, nostra storica firma ed esperto di allenamento fisico con numerose pubblicazioni internazionali, nonché uomo di campo, tratta tutto ciò che il preparatore e l’allenatore devono conoscere su questo argomento, strategie preventive e soluzioni pratiche comprese.

Chi meglio di Ermanno Rampinini, direttore dell’Human Performance Lab del MAPEI Sport Research Centre, poteva spiegare in modo scientifico, ma anche molto pratico cos’è la fatica e come il calciatore può gestirla al meglio per avere prestazioni ottimali? Per comprendere appieno i contenuti di questo libro ci siamo rivolti direttamente all’autore, che è entrato nei particolari del suo volume.

 

Ermanno, quali sono i contenuti del libro?

«Ho cercato di analizzare il fenomeno della fatica, che è complesso e multifattoriale. Si parte da un inquadramento generale fino ad arrivare alla definizione degli aspetti specifici legati a ciò che avviene nel calcio. Ho cercato di offrire diversi spunti pratici per contrastare o prevenire l’insorgenza della fatica, che può avere importanti ripercussioni negative sulla performance dei calciatori.»

Ci sono varie tipologie di fatica, giusto?
«Sì, nel calcio è possibile distinguere alcune tipologie di fatica che possono essere definite in base a elementi diversi. Ad esempio, nel corso di una gara è possibile parlare di fatica temporanea o di fatica delle fasi finali. Può essere anche di tipo permanente – in altre parole è presente pure nelle ore o nei giorni successivi a un incontro – e può avere un’origine centrale o periferica. Nel primo caso è principalmente a carico del sistema nervoso centrale, nel secondo di quello muscolare. Infine, non bisogna dimenticare che sempre più osservazioni sul campo ed evidenze scientifiche suggeriscono la presenza di una fatica di tipo mentale, probabilmente legata all’elevato carico cognitivo che i giocatori devono sostenere negli allenamenti e nelle competizioni.»

L'intervista completa su Il Nuovo Calcio di marzo: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale

Magazine in Edicola