Gasperini, allenatore dell'Atalanta (Foto: Italy Photo Press)

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Il passaggio dell’Atalanta agli ottavi di Champions, con il 3-0 in Ucraina, non é un miracolo, ma la certificazione del valore tecnico e mentale di un gruppo che ogni giorno stupisce sempre più.


La squadra di Gasperini, dopo il gironcino d’andata, aveva zero punti, tre sconfitte differenti per come erano maturate, ma pur sempre sconfitte. Male male a Zagabria, gol subito al 94’ dallo Shaktar e la buona prova con il City culminata comunque con 5 gol subiti.

Gasperini non cambiato nulla, non ha adattato l’Atalanta alla Champions, non ha chiuso la squadra in difesa, ma ha proseguito sulla sua strada: pressione e ricerca del gioco. Così sono arrivati 7 punti che sono serviti a conquistare il traguardo che, prima dei sorteggi, nessuno immaginava.

Ma attenzione: l’Atalanta non ha la storia delle grandi, ma la Rosa é costituita di ottimi giocatori, ragazzi tecnicamente validi, che seguono ciecamente le indicazioni dell’allenatore e si allenano a intensità così elevata da far scappare chi pensa di non farcela (ricordate Skrtel in estate?).

Tutto questo ci fa dire che il 3-0 con lo Shaktar non é un miracolo, ma frutto del lavoro a Zingonia. Del credo tattico dell’allenatore e della solidità di un club che si sta pure costruendo lo stadio.

E adesso é il momento di divertirsi, perché chiunque capiti (Barcellona e Liverpool) non vanno visti come avversari. Sono dei premi veri e propri, per un gruppo che si é conquistato il diritto di giocare contro i più forti!

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