Italy Photo Press

E' tempo di...
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Napoli e Juventus, con le vittorie contro Sampdoria e Roma, preparano una volata scudetto lunga 17 giornate. Napoli 47, Juventus 45 allungano sull’Inter terza, bloccata da Lasagna all’ora della merenda e raggiunta dalla Fiorentina.

Doveva vincere il Napoli per cancellare una settimana di polemiche che avrebbero potuto distogliere la squadra dall’obiettivo scudetto. E così è stato, la squadra ha regalato a Sarri una goleada in trasferta: Higuain, Insigne, Hamsik e Mertens i marcatori di un pomeriggio che Montella faticherà a dimenticare. E ora la Sampdoria, quart’utima con il Genoa non può più sbagliare.

Il gol di Dybala regala l’undicesima vittoria consecutiva della Juventus. Certo, questa volta i bianconeri per segnare ci hanno impiegato un po’, 77 minuti, ma il successo è più che meritato, perché la nuova Roma, quella del 3-4-1-2 non ha mai tirato in porta e ha soprattutto badato a difendersi, augurandosi di ottenere un pareggio. Così non è stato e la punizione è arrivata quando per pareggiare c’era troppo poco tempo.

Il gioca di parole è fin troppo facile, ma da ridere, per i tifosi dell’Inter non c’è nulla. Kevin Lasagna, che ai nerazzurri aveva segnato in un’amichevole estiva, ha impallinato Handanovic ben oltre il 90esimo. Psicodramma a San Siro e negli spogliatoi la lingua di Mancini si è trasformata in un machete: “A 50 anni certi gol li segnerei ancora”, pare che Icardi non abbia gradito.

Se la Fiorentina si è ritrovata e il sassuolo battuto in casa dal Bologna si è perso, l’anticipo di sabato sera ci induce a pensare. Al Milan, in vantaggio 2-1, è stato negato un rigore che trasformato avrebbe chiuso la partita, ma se si esula dagli episodi si è vista una squadra, l’Empoli, che gioca un ottimo calcio e un’altra che fatica a impostare.

Senza per forza fare nomi e cognomi, ci sono allenatori che allenano la squadra, che lavorano sul campo e altri che altri che sono più portati a gestire. Ecco, nella seconda stagione senza coppe europee, al Milan, come aveva intuito Adriano Galliani sarebbe servito chi assembla e fa crescere la squadra, ma si è fatta una scelta diversa. E, per il futuro dei rossoneri ora sarebbe veramente il caso di pensare a Roberto Donadoni.

Magazine in Edicola