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Vittoria e tre punti. E poi? E poi quella strana sensazione che ci sia ancora parecchio da lavorare. L’Italia ha vinto 2-0 contro l’Albania che è una squadra modesta, con un pregio: allenata da un italiano, Gianni De Biasi, è tatticamente molto attenta, chiude ogni corridoio e, se non si segna più che rapidamente, è molto brava a irretire l’avversario, facendolo innervosire. La fase offensive, invece, non è pervenuta. La spiegazione è semplice: per difendere serve una buona soglia dell’attenzione, condita da atletismo e fisicità, ma per attaccare è fondamentale il talento. Che i nostri avversari, inutile raccontare bugie, non hanno.

Per questo il 2-0 di Palermo non può farci sorridere più di tanto. Il 4-2-4 di Ventura non ha funzionato: Candreva a destra e Insigne a sinistra hanno inciso poco, sono parsi le controfigure dei giocatori che vediamo in campionato. Sono piaciuti, invece, De Rossi e soprattutto Verratti, che è destinato a diventare il leader di questa squadra. L’idea di Ventura, Candreva e Insigne molto larghi per allargare il campo e regalare spazi al centro per Immobile e Belotti c’era, ma non si è vista.

Proprio per questo ci saremmo attesi qualche sostituzione, che invece non è stata effettuata. Con Gagliardini o Parolo era possibile mutare il modulo, con Eder rivitalizzare una fascia (la sinistra) divenuta sempre più triste con l’andare dei minuti.

Ventura, però, ha scelto di non toccare nulla. Così ci prendiamo i tre punti con la convinzione che il Ct debba lavorare ancora parecchio.

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